24 Novembre. Sembra un giorno come gli altri. Tanti oggi ricordano che 16 anni fa moriva a Londra nella sua abitazione il frontman dei Queen, Freddie Mercury. Per carità, niente contro di lui. Era e rimane un grande della storia della musica. Ma non è di lui che voglio parlare. La mia intenzione è quella di portarvi molto più indietro nel tempo, al medesimo giorno di 44 anni fa. Ma è giusto fare un breve riepilogo della situazione dei tempi: il 22 Novembre 1963 l'allora presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy viene assassinato. Viene accusato Lee Harvey Oswald, impiegato alla "Texas Book School Depository" i cui uffici si affacciano (seppur ad una notevole distanza) su Elm Street, strada in cui si trovava il corteo di Kennedy quando il presidente fu ucciso. Nel giro di poche ore la stampa, incoraggiata dal governo, indica Oswald come capro espiatorio di un complotto che mirava proprio all'assassinio di JFK. Due giorni dopo, il 24 Novembre appunto, mentre viene trasferito dalla centrale di polizia di Dallas alla prigione della contea, Lee Harvey Oswald viene ucciso (peraltro in diretta tv) da Jack Ruby, un gestore di night club affetto da turbe psichiche: il presunto assassino non ebbe in questo modo mai l'occasione di deporre, e sulla vicenda calò il mistero. Nei decenni che hanno seguito la tragedia sono state fatte molte ipotesi sull'omicidio di Kennedy: cospirazioni, presunta impossibilità per Oswald di sparare tre colpi con quel fucile, o di colpire con un solo proiettile sia Kennedy sia Connally. Ad esempio, un recente test condotto in Italia nella Regia fabbrica d'Armi di Terni dove fu prodotto il fucile Carcano dall'agenzia Ansa, su autorizzazione concessa dal Comando Logistico dell'Esercito Italiano, ha stabilito che il fucile 91/38 ha una velocità massima di tiro di 5 secondi per colpo. Il tiratore (sotto la supervisione di Ufficiali dell'Esercito) ha impiegato 19 secondi per mettere a segno 3 colpi, tempo di gran lunga superiore a quello impiegato da Oswald secondo la commissione Warren. Altri studi sulla vicenda sostengono la presunta impossibilità che sia stato usato quel fucile a compiere l'attentato per via della sua supposta imprecisione.
Personalmente no ho mai creduto nella colpevolezza di Oswald, quanto piuttosto a una montatatura: per insabbiare un delitto di stato (che non sarebbe stato una novità alla CIA) si è cercato un possibile colpevole addossandogli tutta la responsabilità, per poi farlo uccidere evitando che possa discolparsi con una deposizione. Con questo non voglio certo martirizzare Oswald; semplicemente ricordare questo episodio che a decenni di distanza desta ancora scalpore, rammentando come un uomo, a parer mio innocente, sia stato crocifisso dalla stampa e condannato dalla gente senza avere nemmeno la possibilità di difendersi: qui cito William Rookwood (a.k.a. "V"), protagonista della graphic novel "V for Vendetta", permettendomi di sostituire la data: "Ricorda per sempre il 25 Novembre"...
sabato 24 novembre 2007
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