giovedì 29 novembre 2007

You Fight for Knowing Who Are

"Fight Club" è un film del 1999 diretto da David Fincher (Se7en, Zodiac), interpretato da Brad Pitt e Edward Norton, tratto dall'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Devo confessare che la visione di questo film ha influenzato e non poco il mio pensiero e il mio modo di vedere le cose. Perciò voglio raccogliere qua le migliori citazioni di questo film fiasco al botteghino, ma re indiscusso dell'home video.

NARRATORE - EDWARD NORTON
  • Questa è la tua vita e sta finendo un minuto alla volta.
  • In un arco di tempo abbastanza lungo l'indice di sopravvivenza scende a zero.
  • Era davanti agli occhi di tutti, Tyler e io l'avevamo solo reso visibile. Era sulla punta della lingua di tutti, Tyler e io gli avevamo solo dato un nome.
  • Mettimi una pistola alla testa e dipingi le pareti con le mie cervella.
  • Volevo infilare una pallottola tra gli occhi di tutti i panda che si rifiutano di fottere per salvare la loro specie. Volevo aprire le valvole di scarico delle petroliere e inondare tutte le spiagge francesi che avrei visto. Volevo respirare fumo. Volevo distruggere qualcosa di bello.

TYLER DURDEN - BRAD PITT

  • Omicidi, crimini, povertà. Queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con cinquecento canali, il nome d'un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra.
  • Io dico: non essere mai completo. Io dico: smettila di essere perfetto. E io dico: dai, evolviamoci, le cose vadano come devono andare.
  • Le cose che possiedi alla fine ti possiedono.
  • Mi fanno pena quei ragazzi ammassati nelle palestre che cercano di somigliare a quello che gli dicono Calvin Klein o Tommy Hilfiger. L'automiglioramento non è la risposta...è solo masturbazione! Forse la risposta è l'autodistruzione.
  • Infilarti le piume nel culo non fa di te una gallina!
  • Respingo i principi base della civiltà, specialmente l'importanza dei beni materiali.
  • Stammi a sentire, devi considerare la possibilità che a Dio tu non piaccia, che non ti abbia mai voluto, che con ogni probabilità Lui ti odi, non è la cosa peggiore della tua vita! Non abbiamo bisogno di Lui! Al diavolo la dannazione e la redenzione, siamo i figli indesiderati di Dio e così sia!
  • Devi avere coscienza, non paura. Coscienza che un giorno tu morirai!
  • È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa.
  • La pubblicità ci fa inseguire le auto e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono.
  • Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita.
  • Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene!
  • Tu non sei il tuo lavoro, non sei la quantità di soldi che hai in banca, non sei la macchina che guidi, né il contenuto del tuo portafogli, non sei i tuoi vestiti di marca, sei soltanto la canticchiante e danzante merda del mondo!
  • Quanto sai di te stesso se non ti sei mai battuto? Non voglio morire senza cicatrici, perciò picchiami, sennò perdo il coraggio.
  • Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne. Mi chiedo se un'altra donna è veramente quello che ci serve!
  • Nel mondo che vedo uno si muove con gli alci, tra le umide foreste dei kanyon intorno alle rovine del Rockefeller Center. Indosserà abiti di pelle che gli dureranno per tutta la vita. Si arrampicherà per le liane che avvolgono la Sears Tower. E quando guarderà giù vedrà minuscole figure che pestano granturco e posano strisce di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata.
  • Signori, benvenuti al Fight Club. Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club. Terza regola del Fight Club: se qualcuno grida basta, si accascia, è spompato, fine del combattimento. Quarta regola: si combatte solo due per volta. Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi. Sesta regola: niente camicia, niente scarpe. Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario. Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Fight Club... dovete combattere!

sabato 24 novembre 2007

From Texas Book School Depository

24 Novembre. Sembra un giorno come gli altri. Tanti oggi ricordano che 16 anni fa moriva a Londra nella sua abitazione il frontman dei Queen, Freddie Mercury. Per carità, niente contro di lui. Era e rimane un grande della storia della musica. Ma non è di lui che voglio parlare. La mia intenzione è quella di portarvi molto più indietro nel tempo, al medesimo giorno di 44 anni fa. Ma è giusto fare un breve riepilogo della situazione dei tempi: il 22 Novembre 1963 l'allora presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy viene assassinato. Viene accusato Lee Harvey Oswald, impiegato alla "Texas Book School Depository" i cui uffici si affacciano (seppur ad una notevole distanza) su Elm Street, strada in cui si trovava il corteo di Kennedy quando il presidente fu ucciso. Nel giro di poche ore la stampa, incoraggiata dal governo, indica Oswald come capro espiatorio di un complotto che mirava proprio all'assassinio di JFK. Due giorni dopo, il 24 Novembre appunto, mentre viene trasferito dalla centrale di polizia di Dallas alla prigione della contea, Lee Harvey Oswald viene ucciso (peraltro in diretta tv) da Jack Ruby, un gestore di night club affetto da turbe psichiche: il presunto assassino non ebbe in questo modo mai l'occasione di deporre, e sulla vicenda calò il mistero. Nei decenni che hanno seguito la tragedia sono state fatte molte ipotesi sull'omicidio di Kennedy: cospirazioni, presunta impossibilità per Oswald di sparare tre colpi con quel fucile, o di colpire con un solo proiettile sia Kennedy sia Connally. Ad esempio, un recente test condotto in Italia nella Regia fabbrica d'Armi di Terni dove fu prodotto il fucile Carcano dall'agenzia Ansa, su autorizzazione concessa dal Comando Logistico dell'Esercito Italiano, ha stabilito che il fucile 91/38 ha una velocità massima di tiro di 5 secondi per colpo. Il tiratore (sotto la supervisione di Ufficiali dell'Esercito) ha impiegato 19 secondi per mettere a segno 3 colpi, tempo di gran lunga superiore a quello impiegato da Oswald secondo la commissione Warren. Altri studi sulla vicenda sostengono la presunta impossibilità che sia stato usato quel fucile a compiere l'attentato per via della sua supposta imprecisione.
Personalmente no ho mai creduto nella colpevolezza di Oswald, quanto piuttosto a una montatatura: per insabbiare un delitto di stato (che non sarebbe stato una novità alla CIA) si è cercato un possibile colpevole addossandogli tutta la responsabilità, per poi farlo uccidere evitando che possa discolparsi con una deposizione. Con questo non voglio certo martirizzare Oswald; semplicemente ricordare questo episodio che a decenni di distanza desta ancora scalpore, rammentando come un uomo, a parer mio innocente, sia stato crocifisso dalla stampa e condannato dalla gente senza avere nemmeno la possibilità di difendersi: qui cito William Rookwood (a.k.a. "V"), protagonista della graphic novel "V for Vendetta", permettendomi di sostituire la data: "Ricorda per sempre il 25 Novembre"...

lunedì 12 novembre 2007

Another Masterpiece by Disney Pixar®

Il fenomeno mediatico lanciato da un film Disney, che ha conquistato l'America durante l'estate, finalmente è sbarcato anche nelle sale italiane: stiamo ovviamente parlando di Remy, il topo che si scopre chef protagonista del nuovo film Pixar, Ratatouille. Ottimi incassi per quello che si conferma essere uno dei film d'animazione più riusciti di sempre. Cominciamo col dire che la realizzazione della computer grafica per il film è stata fenomenale, i disegnatori e gli animatori Disney hanno veramente superato se stessi nel produrre questo vero e proprio gioiello d'animazione! Ma anche il resto del film è curatissimo: dalla storia, che coinvolge senza annoiare e diverte senza eccedere, all'ambientazione di una Parigi splendida e verosimile come non mai, fino ad arrivare alla cucina, che si presenta in questo film come la vera padrona dello schermo! Insomma un film per tutti, grandi e piccini, che stupisce e incanta per tutto l'arco della sua durata, per una piacevole visione del totale di due ore circa. Non c'è che dire: l'ennesimo capolavoro targato Walt Disney Pixar!

sabato 10 novembre 2007

Apple Strikes Back

Dopo la presentazione dell'iPhone, che Steve Jobs aveva definito come "la seconda rivoluzione a cui assistiva in vita sua", si pensava che per un po' in casa Apple se ne starebbero stati calmi. E invece ancora una volta ha sorpreso tutti. Nessuna novità eclatante al punto da oscurare l'iPhone (che ricordiamo verrà commercializzato da noi in Europa a partire dal periodo natalizio, tanto per cambiare), ma molti spunti interessanti. Giusto per cominciare, la nuova gamma dell'iPod Shuffle, lettore mp3 tascabile disponibile con hard disk da 1 GB, che in questa linea si veste di nuovi colori: alcuni molto belli, come il rosso un po' opaco e il verde acqua, altri anonimi come l'azzurro e il grigio, altri ancora orribili come il viola. Stessi colori (ad eccezione del viola, per fortuna) sono presenti anche nella nuova generazione dell'iPod Nano, che presenta però un'innovazione importante: infatti, come l'iPod Classic prima di esso, il Nano è ora diventato video, in quanto è in grado di leggere file multimediale quali film e videoclip, grazie anche a un ingrandimento dell'apparecchio per contenere il nuovo display (anche se secondo me quest'ingrandimento ha fatto un po' perdere l'idea di "Nano", in quanto la nuova generazione è più grande, quindi perde la compattezza e la comodità che avevano caratterizzato le precedenti linee, oltre a perdere anche molti punti in estetica). Poi, oltre ai soliti piccoli cambiamenti nell'iPod Classic e alla riedizione dell'iPhone, arriva il piatto forte: il nuovissimo iPod Touch. Detto terra terra, è un iPod con le stesse funzioni e le tecnologie di cui è dotato l'iPhone, ma senza la possibilità di chiamare, mandare messaggi e e-mail, ecc. (insomma senza le funzioni da telefono cellulare). Secondo me l'iPod Touch è sarebbe davvero un'ottima cosa (quando il prezzo raggiungerà un livello ragionevole), non fosse per gli hard disk poco capienti di cui è dotato: soltanto 8 GB e 16 GB. Ma a questo si può porre rimedio, quindi credo di poter dire senza ombra di dubbio che Steve Jobs e soci hanno fatto ancora centro!